Benvenuti nel mio blog

Nasco a Biancavilla (CT) il 28 agosto 1960, da una famiglia di artigiani artisti, Orafi e Gioiellieri da generazioni. Già da ragazza inizio la mia attività artistica, nel 1973 dapprima come pittrice, grafica, poi come fotografa.
Seguo corsi di pittura dal 1973 al 1978 presso lo studio del Pittore Giò De Batte.
Oltre a frequentare la scuola Trossi Uberti di Livorno con il Maestro Marc Sardelli e Gino del Corona.
Poso come modella per 40 ritratti per una mostra in Germania per l'artista Mataresi di Livorno.
Maturo molta esperienza partecipando a mostre in Italia e all’estero. Nel 1985 inizio l’esperienza artistica del vetro, materiale che subito mi affascina e con il quale riscuoto immediatamente importanti successi e riconoscimenti. Aprendo nel 1987 l’ azienda, che si contraddistingue per la ricerca di nuove tecniche e materiali, oltre che per l’alta qualità ed originalità dei manufatti che creo.
Nei quali trasferisco tutta la mia passione, e dove mi occupo della progettazione e realizzazione di opere artistiche sia per privati che per architetti. Riuscendo a trasmettere quella sensibilità artistica che mi contraddistingue e che rende uniche le mie opere. Opere che spaziano dal Sacro al Profano. Alcune delle mie Vetrate sono state realizzate per chiese sia in Italia ( Livorno, Perignano, Crespina, San Miniato, ecc.) e all’estero ( Giappone, ecc. ), a vetrate per ville ed alberghi, sia in Italia che all’estero ( Russia, Giappone, Emirati Arabi, Inghilterra, ecc.) Ho inoltre partecipato a numerose mostre, tra le quali al museo della Primaziale a Pisa, Al Museo del Louvre a Parigi, A Miami in Florida, oltre a numerose mostre del settore, Firenze Mostra del Mobile, Vicenza Koinè mostra d’arte Sacra ecc. Con le quali ho sempre conseguito grande successo.
Oltre a occuparmi della formazione e il supporto di giovani in cerca di lavoro.
Dopo percorsi personali e formativi che mi hanno portato molto presto all’indipendenza dal nucleo familiare, ho avuto la possibilità di sperimentare diverse realtà sul territorio italiano, e all’estero quella che ricordo con molto entusiasmo è il lavoro svolto a Pietrasanta con un gruppo di scultori artisti di fama internazionale.
Nel 1987 ho iniziato l’attività artistica del vetro nella mia attuale azienda dapprima denominata Babilonia a Livorno per poi diventare Punto Vetro fino a stabilirsi definitivamente a Cenaia (PI) verso la metà degli anni ’90.
Dal 1976 ho iniziato inoltre ad occuparsi delle problematiche sociali, e ha costruire progetti di volontariato presso istituti per anziani e nell’ambito della tossicodipendenza, con importanti successi.
Nel 2000 ho realizzato e condotto un corso di formazione professionale, riconosciuto dalla regione Toscana, per la lavorazione artistica del vetro della durata di 1 anno, frequentato da 12 donne.
Dal 2000 divento socia C.n.a. e entro a fare parte del comitato impresa donna. Successivamente vengo incaricata per occuparmi delle Pari opportunità del Comune di Cascina, Organizzando insieme alle colleghe su vari convegni sul Mobbing - Lo Stalking - La violenza nello sport-ecc...
Nel 2006 ho collaborato come docente al Progetto Carcere istituito da Copernico Cna e dalla regione Toscana per il Comune di Pisa, per il settore femminile con l’insegnamento della pittura su Tessuto e sul Mosaico di 60 ore formative riscuotendo notevole successo.
Inizia così il mio percorso di studi su l’Arteterapia.
Nel 2004 ha avuto in affidamento una ragazza di 19 anni con gravi problemi relazionali donandole l’amore che non aveva mai ricevuto e alla quale ha insegnato il lavoro artistico riuscendo poi ad inserirla nel mondo del lavoro senza dipendere ne da me come insegnate nè dalla famiglia originaria.

Il mio intesse principale è rivolto alle persone perché ritengo che tutti sono importanti indipendentemente dalla cultura, l’interesse politico e l’etnia.
Nel 2007 ho iniziato un percorso di studi su la Clown terapia, e sul Counseling a supporto della relazione d’aiuto, del Progetto trio riconosciuto dalla Regione Toscana, oltre a avere nozioni su La Fototerapia e Musicoterapia
E inizio il percorso di studi a Firenze "Le Crete " con Liana Malavasi e Lucilla Carucci, per avere il diploma di Arteterapeuta.
Nel 2008 partecipo alla Mostra i figli di Ararat a Marsiglia organizzato da Carole association Chiche! www.paradis.fr

Dal 2007 tengo contatti di corrispondenza su http://www.chiarasangels.net/ con donne per l’inserimento del mondo del lavoro e problematiche sociali.
Oltre a dare la massima collaborazione a ragazze e ragazzi usciti dalla scuola.
Nel corso degli anni ho ottenuto premi su l’innovazione dalla camera di commercio di Pisa.
Oltre a numerosi riconoscimenti da parte di varie istituzioni.
Una parte della sua storia sul mio percorso imprenditoriale è presente sul libro Le Donne Artigiane si raccontano promosso dal C.N.A. di Prato per l’aiuto delle bambine Etiopiche per la salvaguardia dell’infibulazione. ( UNICEF)


sabato 3 novembre 2012

Per i malati di Sclerosi Multipla



Quando si presenta una cosa inaspettata come ad esempio una malattia, è come un meccanismo che si inceppa di cui dobbiamo occuparci.
Se la nostra macchina si ferma, che facciamo? Si porta subito dal meccanico, così il computer, o un elettrodomestico.
Pensando in maniera più ampia, le macchine sono state create dall’uomo con tutti i suoi meccanismi, così che l’uomo possa ripararle.
L’essere umano, come del resto tutte le forme viventi esistono perché sono frutto di un processo evolutivo intelligente, o creato da un Dio.
Se osserviamo le piante, gli animali, possiedono un processo ripartivo adattativo naturale.
Alcune persone con handicap gravi, naturalmente trovano dei loro metodi o strategie per riuscire a condurre una vita normale.
Prendiamo l’esempio di artisti che pitturano con la bocca o con i piedi: un nome su tutti, Esref Armagan, cieco dalla nascita che riesce a pitturare in modo reale cose che non ha neppure mai visto.
http://www.focus.it/Allegati/2011/3/151_nonvedomadipingo_48896.pdf

Oppure persone con tumori, che ponendosi dei traguardi importanti da raggiungere, hanno sconfitto la malattia.
Questo cosa ci fa capire?
Io dico che questo ci fa capire che tutti siamo in grado di farcela.
Il nostro corpo è una macchina perfetta; pensate che ogni giorno il nostro corpo uccide migliaia di cellule tumorali, ed è in continuo fermento (cellule che nascono, muoiono, linfociti che attaccano batteri e così via).
Ma, per poter funzionare correttamente, il nostro corpo ha bisogno di energia.
Il corpo umano è una macchina perfetta guidata da un cervello intelligente che, se sottoposto a stimoli corretti, viene messo nella condizione di percepire il danno e tentare di porre rimedio.
Non bisogna pensare al corpo umano in modo riduzionista, ma a un organismo che si auto-programma e in grado di auto-ripararsi, quando alterato ed ammalato. Nel nostro caso (parliamo di Sclerosi Multipla), dopo il primo momento di sconforto, la stessa malattia ci mette nelle condizioni di riprogrammare la nostra vita. Siccome abbiamo bisogno di energie per far funzionare il nostro corpo, bisogna trovare le strategie giuste per metterle in atto.
Fermarsi un attimo cercando di eliminare tutti i pensieri dalla nostra mente è un inizio fondamentale: cosa ne pensate?
Da oggi comincia una nuova vita. Pensare di essere malati è l’errore più grande; è come buttare via un grosso carico delle nostre energie.
Da oggi bisogna solo iniziare a volersi più bene, dedicandoci a noi stessi, andando alla riscoperta dell’esistenza, curando la nostra alimentazione, la nostra attività fisica, le nostre passioni. Bello non credete? E’ quello che in realtà avremmo dovuto fare da sempre.
Occupare il nostro tempo con delle forme d’arte ci aiuta a scaricare le tensioni, a stare per il tempo che ci occorre a non pensare ad altro, liberando la mente da ogni tipo di preoccupazione.
Se pensiamo al nostro corpo che la sera ha bisogno di riposarsi per rigenerarsi, così la nostra mente attraverso il mezzo artistico, trova la fonte per fare altrettanto. L’arteterapia è una delle nuove forme di aiuto alla persona. Nasce negli anni ‘40-‘50 in America; possiamo citare Margaret Naumburg ed Edith Kramer come le pioniere. Ma è arduo dire in realtà che si tratti di una pratica del tutto moderna, poiché arte e guarigione si intrecciano già nel mondo antico. Il desiderio dell'uomo di lasciare la propria impronta e di esprimere le immagini mentali nasce con lui; basti pensare ai graffiti rupestri, alle prime forme in terracotta, all'arte della maschera, ai riti e misteri della musica e della danza.
Fare arteterapia permette di avere una migliore conoscenza di sé: promuove l’autostima e l’integrazione, mantiene e migliora le abilità presenti, stimola le risorse auto-curative di cui ognuno di noi dispone. Come fare arte terapia? Ci sono oggi in ogni città arte terapeuti, dove possiamo rivolgerci, dove possiamo fare un percorso individuale o di gruppo. L’importante che abbiano una formazione almeno triennale, in scuole accreditate; in Italia l’albo degli arte terapeuti è A.P.I.A.R.T. che si sta battendo insieme a CNA professioni per il riconoscimento del nostro settore professionale. Oggigiorno, come tutte le professioni emergenti, si trovano scuole non accreditate che promettono formazioni che non seguono un Codice Etico della professione. Essere arte terapeuti non si improvvisa, bisogna avere una formazione artistica e psicologica importantissima per poter lavorare con tutti i tipi di utenza e di patologie. L'arte terapeuta si propone di lavorare sempre sull'unità dell'individuo e l'integrazione delle parti, sollecitandone le risorse migliori, rispettandone le difese, non “interpretandone” i lavori, ma aiutandolo a fare chiarezza in un percorso di crescita e sviluppo personali. In ogni caso fare arte è già di per se terapeutico; col fare arte, intendo qualsiasi forma o natura; pertanto vi invito a coltivare una qualsiasi forma di arte: dalla pittura, alla musica, alla danza, alla poesia … ogni forma d’arte è utile per far riposare la nostra mente.
Il pensiero sbagliato che hanno in tanti è che uno pensa: “ma io non sono capace di fare arte, questa cosa non fa per me”. Vi assicuro che questo pensiero è sbagliato: fare arte in arte terapia non è creare un’opera; fare arte vuol dire mettersi in gioco. Non è importante il risultato, quanto il processo creativo.
Vi invito tutti a riflettere e pensare di provare: potrebbe aprirsi un mondo inaspettato, tutto sembrerà più bello, più unico, più nostro.
Per chi volesse chiedere informazioni o essere introdotto a un percorso individuale, o avere piccoli consigli per iniziare un percorso fai da te, mi propongo a titolo gratuito. elelucy@gmail.com 
                                                                                                                              Maria Lucia Castro

2 commenti:

  1. Proprio bello quello che hai scritto Maria Lucia.Una speranza per chi è malato.
    ciao

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    1. Grazie Marica, mi fà molto piacere che l'hai apprezzato, spero che arrivi al cuore e lasci un segno di forza e di voglia di combattere per tutti, ... chi non si arrende è già a metà dell'opera.

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